Rassegna Stampa 21 giornata TCE

Ecco una piccola rassegna Stampa degli articoli che hanno accompagnato la
21 Giornata del Trauma Cranico 

Associazioni riunite per lanciare un messaggio di speranza: il ritorno a una vita normale dopo un grave trauma cranico è possibile. Questo concetto è il cuore della 21° Giornata Nazionale del Trauma Cranico, promossa dalla Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico (FNATC) e organizzata dall’Associazione Amici di Samuel, il 16.11.2019 a Bergamo, presso l’Auditorium Casa del Giovane.

Rassegna Stampa

L’Eco di Bergamo –  da scaricare il PDF – 2019.11.12 L’Eco Di Bergamo, p. 18

Corriere della Sera BuoneNotizie, p. 11 – 12.11.2019

Gli amici di Samuel e il ritorno alla vita

Superando.it – 11.11.2019

Anatomia di un ritorno alla vita dopo un grave trauma cranico

Dire.it – 27.11.2019

Tg Riabilitazione, edizione del 27 novembre 2019

Dal minuto 03:45

Newsagent.it – 27.11.2019

XXI Giornata Nazionale del Trauma Cranico

Infonotizie.com – 27.11.2019

XXI Giornata Nazionale del Trauma Cranico • Grave trauma cranico, una Carta dei diritti per tornare a lavorare

Nellanotizie.net – 27.11.2019

XXI Giornata Nazionale del Trauma Cranico • Grave trauma cranico, una Carta dei diritti per tornare a lavorare • Associazioni unite per lanciare un messaggio di speranza

Informazione.it – 27.11.2019

XXI Giornata Nazionale del Trauma Cranico

Tuttasalutenews.com – 13.11.2019

XXI Giornata Nazionale del Trauma Cranico . 16 novembre

Superabile.it – 13.11.2019

Trauma cranico, Gntc: possibile trattare anche casi impossibili

Newsagent.it – 13.11.2019

XXI Giornata Nazionale del Trauma Cranico Come trattare un caso impossibile

 

La grave cerebrolesione acquisita: un problema sanitario, sociale e familiare (dalla fase acuta al ritorno al territorio)

Il trauma cranico è la prima causa di morte e disabilità permanente negli individui sotto i 45 anni e la causa più frequente di decesso tra tutti gli eventi traumatici. Nel nostro paese ci sono circa 15-20 casi di gravi cerebrolesioni acquisite per 100.000 abitanti l’anno e nella sola Lombardia si calcolano dagli 800 ai 1.000 casi. A fronte di questi numeri diventa fondamentale promuovere campagne di prevenzione, intervenendo nelle scuole per sensibilizzare i giovani sull’importanza di adottare comportamenti corretti e sicuri alla guida e sviluppando la consapevolezza dei possibili rischi e delle gravi conseguenze.

In occasione della 21° Giornata Nazionale del Trauma Cranico, clinici e Associazioni si sono confrontati sulle linee guida da seguire durante il percorso di riabilitazione delle persone colpite da GCA, necessarie perché il recupero del paziente sia una possibilità concreta. Fondamentali risultano essere quindi la tenacia, la volontà, la presenza di strutture socio-assistenziali adeguate e un approccio multidisciplinare pensato per la persona nell’unicità della sua storia.

“Pur con disomogeneità nei territori e con aspetti da migliorare, il percorso sanitario ospedaliero ha un buon livello di efficienza, – commenta Sandro Feller, presidente della XXI Giornata Fnatc – le criticità emergono nel momento del ritorno a casa e del reinserimento lavorativo e sociale”.  Dopo una grave cerebro lesione infatti tutto cambia: il malato e la famiglia si trovano ad affrontare una quotidianità nuova e spesso complicata.

Durante la giornata è stata presentata la Carta dei Diritti delle persone con Grave Cerebrolesione Acquisita, un documento nato da un’attenta analisi dei bisogni soddisfatti e insoddisfatti durante il percorso di cura delle persone con GCA e delle loro famiglie. La Carta dei Diritti, che mantiene al centro il paziente, la famiglia e i loro bisogni, contiene le azioni di cura, ricerca e rappresentanza per tutto il corso della riabilitazione e rappresenta un importante mezzo di informazione, aggregazione e riferimento.

Il convegno – commenta il presidente Sandro Feller – ha dato la possibilità di confrontarsi a professionisti e familiari di persone colpite da GCA, tra verità scientifiche e racconti di chi ha subito sulla propria pelle questi eventi. La partecipazione è stata numerosa e le Associazioni hanno sottolineato quanto sia importante informare i giovani per sviluppare in loro la consapevolezza dei rischi che si corrono quando si va in moto senza casco o in macchina senza cinture di sicurezza, per esempio”.

 

 

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